Comunicare per conoscere - La conoscenza come terapia vs. il pregiudizio

Giuliano Bruni

Presidente Dipartimento regione Toscana ANS Associazione Nazionale Sociologi, giornalista

La conoscenza è un insieme di linguaggi e di tecniche comunicative. Per quanto approssimata, per i nostri scopi la definizione sopra esposta è sufficiente. Ciò che infatti interessa sono le modalità con le quali comunichiamo con l’altro. Basta assistere ad uno degli innumerevoli forum televisivi per rifiutarne immediatamente lo svolgimento: sovrapporsi di voci, impossibilità di argomentare le posizioni che gli interlocutori sostengono, volgarità gratuite indirizzate al “nemico”, insomma uno spettacolo indecente. Non tanto un caos (sarebbe già una nobilitazione delle suddette trasmissioni), quanto una espressione conflittuale di meri flatus voci la cui unica distinzione consiste nei decibel raggiunti dai diversi partecipanti. Così la comunicazione si interrompe prima di iniziare. Cosa, vuol dire, infatti, comunicare? Basta scomporre il verbo e ci accorgiamo immediatamente che significa “mettere in comune”, condividere, cioè, un identico vocabolario, una identica grammatica, una identica sintassi, soprattutto i significati dei termini con i quali ci esprimiamo. Ma non basta: comunicare significa in primo luogo accettare l’altro, riconoscere la sua uguale diversità, da cui deriva la disposizione all’ascolto senza la quale siamo condannati al silenzio....
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