L’uomo protagonista del proprio futuro

Una grave minaccia incombe sull’essere umano

La rivista “Società e Comunicazione” edita dal Laboratorio Toscano Ans, ha assunto una nuova veste più Green per sensibilizzare ancora più sul tema trattato in questo numero della rivista; speriamo in un vostro apprezzamento. Nella mia consueta introduzione, rimanendo nel tema editoriale, vorrei soffermarmi sulla sospensione dell’agire umano nei confronti dei problemi climatici. E’ sotto gli occhi di tutti quello che sta accadendo a livello mondiale. Pensiamo alla situazione in cui si trova l’Antartide senza dire dell’attuale pandemia da Covid 19. Una pandemia che ha coinvolto e sconvolto il mondo conosciuto e ci ha reso consapevoli di quanto l’essere umano sia vulnerabile: basta un piccolo ma micidiale virus per mettere in ginocchio l’intera umanità. Le teorie evoluzionistiche hanno proposto la predominanza dell’uomo sulla natura collocandolo all’apice di una scala sui cui gradini sono collocate in posizione subordinata tutte le altre specie. Questa concezione dell’uomo come dominus di tutto il creato anche se nel tempo ha conosciuto diverse modificazioni non è tuttavia mai cambiata. La specie umana – come insieme di individui dotati di razionalità, liberi di perseguire il soddisfacimento dei propri bisogni e dei propri desideri – è sempre rimasta uguale a se stessa. Ma si tratta – come ha osservato Zygmunt Bauman – di una specie che oggi sembra disgregarsi in una serie infinita di azioni individuali per cui – come ha scritto ancora Bauman – sempre più acuta diviene la “voglia di comunità”. Non si tratta di nostalgia per la perdita di una passata “età dell’oro”, ma della perdita di senso del nostro agire attuale fondato sul vuoto di un iperconsumismo cui corrisponde una “economia dello spreco”. Da qui la irrisolta ambiguità della globalizzazione: da una parte ha permesso (e permette) sempre nuovi margini di ricchezza e di libertà anche per popolazioni e comunità finora tagliate fuori da ogni forma di progresso civile ed economico; dall’altra produce un aumento esponenziale del consumo delle risorse naturali cui corrisponde – paradossalmente – un altrettanto esponenziale aumento della povertà. All’originaria comunità di cui testimoniano ancora le popolazioni “primitive” non ancora estinte, si è sostituita un individualismo di massa per il quale il concetto di limite sembra abbia perso ogni significato. Da qui le politiche ondivaghe degli Stati attuali che riproducono su scala internazionale i comportamenti degli individui che ne costituiscono i rispettivi demos. Nella metafora del “gigante” che senza più freni percorre le strade del mondo senza preoccuparsi delle conseguenze delle sue azioni predatorie – come scriveva Sombart un anno prima della “grande carneficina” della Grande Guerra del 1914-1918 – possiamo identificare l’attuale comportamento del capitalismo informatizzato. Nulla sembra capace di opporvisi, nulla che ne freni la velocità rapinosa. Un esempio probante – drammaticamente – dell’attuale indifferenza nei confronti degli effetti prodotti su un futuro che sempre meno sembra interessare i “potenti della terra” è costituita dalle politiche perseguite dagli Stati nei confronti dell’epidemia da Covid 19: invece di concordare un’azione comune ognuno si è preoccupato di erigere muri ancora più alti nell’illusione di impedire l’allargarsi della peste. Così come non si è ancora riusciti a concordare azioni comuni per avviare un processo di cambiamento dell’attuale paradigma socio-economico capace di intervenire sugli effetti dei cambiamenti climatici. Così il “superuomo” e la sua potenza sono messi in ginocchio da un microrganismo di cui fino a ieri ignoravamo l’origine e la pericolosità. Così, consapevolmente ci accingiamo a ballare sulla tolda della nave che sta affondando. Il Focus di questo numero è dedicato alla “Società ecosostenibile” dopo l’intervista realizzata con Alessandro Gramolati (Responsabile Ufficio Lavoro 4.0 della CGIL) che affronta il tema della trasformazione e delle prospettive del lavoro prodotte dalle tecnologie informatiche. Apre il focus una riflessione di Andrea Spini sul ruolo delle giovani generazioni nella rivendicazione di un nuovo modello di sviluppo eco-sostenibile. A seguire Federico Bilotti che presenta una riflessione sul degrado delle abitudini globali sul consumo di energia, auspicando un comportamento etico. Non manca un intervento sulla complessità del rischio di Martina Paolini che sottolinea la complessità del rischio collegata alla modernità. Segue Marco Bresci che affronta il tema dell’importanza dell’integrazione fra scienza, etica e religione. Alessandra Chirimischi argomenta sull’impatto del consumismo. Poi Sabrina Gatti pone l’attenzione sulle difficoltà nel mantenere un sano equilibrio tra produzione ed inquinamento suggerendo piccoli gesti per mantenere in salute il pianeta. Ancora Mattia Eleni con un contributo che ci riporta in un passato, purtroppo attuale, parlando della pandemia prodotta dalla cosiddetta “influenza spagnola” e di come fu affrontata dalla stampa del tempo. Infine a chiusura del focus un intervento di Pietro Zocconali che affronta l’attuale tema del Covid 19. La sezione Varia umanità apre con un intervento di Roberta Stefanelli che si focalizza sull’importanza del praticare yoga per diminuire lo stress quotidiano. A seguire un contributo di Lorenzo Baldasseroni che propone un excursus sulla aggressività dentro gli stadi. Il contributo di Massimiliano Gianotti tratta il rapporto adolescenza ed emergenza Covid. Segue Sergio Teglia sulla funzione educativa della “Green Education”. L’intervento di Emma Viviani riflette sulla difficile situazione di violenza creatasi in Società e Comunicazione - n. 2/2020 L’EDITORIALE America tra Polizia e cittadini afroamericani. Conclude la sezione un intervento di Miriam Rossi che affronta il tema della socialità tra esseri umani. Infine le notizie della nostra associazione Ans Toscana e dell’Università Popolare di Pistoia “Aligi Bruni” con un intervento di Emma Viviani sulla scomparsa del Prof. Silvano D’Alto, Sociologo, personaggio di rilievo in campo degli studi sociologici. Tutta la Redazione e il Dipartimento ANS Toscana si associa alla triste perdita. Come consuetudine non mancano le rubriche “Dalla parte dei genitori“ dello psicologo Sergio Teglia e “Cinema e Società” curata dalla sociologa Patrizia Gherardi.

Giuliano Bruni

Presidente Dipartimento regione Toscana ANS Associazione Nazionale Sociologi, giornalista