La violenza sulle donne
La punta di un iceberg
Smontiamo le convezioni sociali e familiari

di Martina Paolini

La violenza sulle donne<br>
La punta di un iceberg<br>
Smontiamo le convezioni sociali e familiari

Come afferma lo psicanalista Robert A. Johnson, gli uomini dipendono dalla luce femminile molto più di quanto molti di essi siano disposti ad ammettere. La donna spesso porta l’uomo ad una nuova coscienza e di questo l’uomo ne è terrorizzato. Non è un caso se per secoli il dominio della tradizione patriarcale ha imposto la rappresentazione delle donne come naturalmente subordinate agli uomini poiché considerate soggetti deboli, non all’altezza di un pensiero astratto, dominate da una realtà corporea invadente, emotive piuttosto che razionali. In realtà la fragilità è una conseguenza dell’azione violenta che la donna spesso patisce poiché il punto di vista femminile è invece capace di mettere in discussione l’ordine e la coscienza maschile, costringendo l’uomo a guardare la propria ambiguità e debolezza. Sia che si tratti della conquista di un amore sia della difesa da uno distrutto, la forza interiore della figura femminile viene narrata già nel II secolo d.C. nella favola di Amore e Psiche da Apuleio nell’Asino d’oro e successivamente nel 1901 nel romanzo L’esclusa di Luigi Pirandello. In Amore e Psiche la protagonista Psiche pur di ritrovare Cupido affronta ogni genere di peripezie ed interventi magico-religiosi, dettati dalla gelosia di Venere, madre di Cupido. Quello di Psiche è sì un cammino accidentato, ma al tempo stesso un percorso di crescita interiore che la porterà verso la propria identità femminile, ovvero quella maturità, anche psicologica, che la renderà capace di amare e generare...


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