Un puzzle da ricomporre
Un nuovo welfare cittadino è possibile?

di Emma Viviani

Un puzzle da ricomporre<br>
Un nuovo welfare cittadino è possibile?

La società attuale ha alla base un sistema sociale fondato su principi di: libertà, eguaglianza, solidarietà, coi quali già da qualche tempo si confronta per il bisogno di sicurezza. Tale bisogno è la conseguenza di una molteplicità di fatti sociali, ma, in primo luogo, della crescita dei processi migratori che portano a contatto individui e gruppi di culture diverse, perciò anche di differenti valori. Tali valori si integrano ponendosi a fondamento dei diritti umani con finalità di libertà e promozione della persona umana. Lo Stato non solo dovrà tenere conto dei diritti fondamentali politici e civili ma anche dei “diritti sociali, economici e culturali” che sono di qualunque forma di Stato Sociale. Lo Stato Sociale e lo Stato di diritto subiscono oggi una forte conflittualità all'interno di uno scenario urbano e di welfare. La città deve essere percepita come uno spazio proprio con un senso di responsabilità e rispetto dello spazio comune. La riflessione parte dall’idea che allo stato attuale, le politiche del territorio ci chiedono di creare una logica sistemica integrata con tutti gli attori presenti, che sia in grado di generare una “cultura della partecipazione e sicurezza”, attraverso modelli operativi di tipo laboratoriale, che tengano conto dei bisogni e dell'ascolto dei cittadini, delle necessità del territorio e della sua ecosostenibilità, nonché della considerazione dei fenomeni di marginalità, esclusione sociale in relazione alla periferia e carcere. Quali gli strumenti?


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