ALLA RICERCA DI UN LINGUAGGIO COMUNE - BORGO A MOZZANO 16 Dicembre 2020 ABSTRACT RELAZIONE Dr.ssa Marcella Cappelli

ALLA  RICERCA DI UN LINGUAGGIO COMUNE - BORGO A MOZZANO 16 Dicembre 2020
ABSTRACT RELAZIONE Dr.ssa Marcella Cappelli

RELAZIONE della Dr.ssa Marcella Cappelli

ABSTRACT DAL CONVEGNO “ALLA RICERCA DI UN LINGUAGGIO COMUNE “ - 16 DICEMBRE 2020

COMUNE DI BORGO A MOZZANO ( LU)

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IL COMUNE DI BORGO A MOZZANO COME SOGGETTO ATTIVO TRA INCLUSIONE E COESIONE SOCIALE

Buon pomeriggio a tutti, relatori e partecipanti a questa giornata , mi presento sono Marcella Cappelli assistente sociale , sociologa e Responsabile dei Servizi alla Persona del comune di Borgo a Mozzano.

In questo mio intervento racconterò come è organizzato il lavoro sociale nel Comune di Borgo a Mozzano, che gestisce il settore sociale in modo diretto dal 1995, da quando le competenze che erano in capo alla ASL ritornarono ai Comuni. La scelta dell’Amministrazione fu quella di tenere tutte le competenze incluse quelle relative ai minori, gestendo in convenzione con l’Asl i servizi ad alta integrazione sociosanitaria relativa alla disabilità degli adulti con interventi riabilitativi di borsa lavoro di inserimento delle gravi disabilità presso il centro diurno della zona.

Lavoro come assistente sociale dal 1995 in questo comune e dal 2016 sono anche resp. dei servizi alla persona. il Comune di Borgo a Mozzano dal 2015 è rimasto l’unico dei comuni della valle del Serchio a gestire in forma diretta tutte le competenze sociali . La Asl è qui rappresentata dalla Dott.ssa Elisabetta Scaletti Responsabile dell’Unità Funzionale socioassistenziale della zona valle del Serchio Uslnordovest.

il Comune è quindi il vero protagonista nell’erogazione dei Servizi Sociali attraverso azioni e strategie di promozione tese alla rimozione di forme di esclusione sociale e alla garanzia di condizioni di vita dignitose. L’obiettivo principale è il raggiungimento di un’autonomia personale e sociale nei confronti delle persone che si trovano in difficoltà per una serie di condizioni quali disagio sociale, problematiche socio-economiche, disabilità, non autosufficienza .

In ambito sociale Il Comune si pone come soggetto attivo che garantisce la coesione e l’inclusione sociale, intervenendo con risorse proprie, integrando le risorse statali e regionali per la costruzione di un nuovo Welfare in cui cittadini e istituzioni sono coinvolti nel processo di partecipazione per un modello di “governance” multilivello in cui cittadini istituzioni e soggetti del terzo settore sono coinvolti nello stesso processo partecipativo.

Nel Comune di Borgo a Mozzano è molto radicata la presenza e l’operatività delle Associazioni di Volontariato con le quali lavoriamo per intercettare le nuove povertà e realizzare progetti e interventi; abbiamo attivato tramite convenzioni servizi quali il trasporto sociale scolastico per disabili in situazioni di gravità, il servizio di telesoccorso per anziani , le attività diurne per disabili ( questi servizi con le mis. di Borgo a Mozzano, Diecimo e Corsagna) e interventi di supporto a famiglie in difficoltà in collaborazione con la Caritas ( distribuzione pacchi alimentari, doposcuola) . La collaborazione con gli enti del terzo settore è al centro del nostro modello di Welfare locale; un SISTEMA CHE SI è EVOLUTO negli anni e che è centrale nella scelta della programmazione delle politiche sociali territoriali.

IL SOSTEGNO ALL'ABITARE

Voglio fare un esempio di una pratica innovativa che riguarda il sostegno all’abitare attivata nell’ultimo anno: la volontà di aderire ad un accordo con 2 comuni della Valle da parte dell’Assessore al Sociale nell’ambito delle politiche abitative ha portato ad avere la disponibilità di 3 alloggi di nuova costruzione, sono singole unità immobiliari, con l’inserimento avvenuto proprio in questi giorni di 3 famiglie con minori per un totale di 13 persone.

Questo progetto ha visto nel momento dell’assegnazione, l’intervento della Fondazione Casa di Lucca, nostro partern in altri progetti, e la Caritas di Borgo a Mozzano che hanno accompagnato i nuclei all’inserimento nelle nuove case seguendoli nel trasloco, fornendo aiuto nel reperire arredi, informazioni e sostegno educativo all’abitare affinchè fosse realizzato nel modo migliore un percorso di cambiamento consapevole per le persone assegnatarie degli alloggi che hanno così un ruolo centrale con l’assunzione di responsabilità e la conoscenza dei propri diritti e doveri.

E’ questo un cambiamento di paradigma da sempre stigmatizzato con la sola assegnazione dell’alloggio ”per sempre” e sappiamo bene con quali risultati. Come si è inserito il Servizio Sociale in questo processo?

Il Servizio Sociale ha avuto in carico tutto il percorso, dal bando di partecipazione all’assegnazione degli alloggi, fino a giungere all’inserimento dei nuclei intervenendo anche con un contributo economico finalizzato alle spese di trasloco e acquisto mobili gestito dalla Caritas che si è occupata anche dell’organizzazione del trasloco , di trovare mobili usati in buono stato che in parte noi abbiamo stoccato nel nostro magazzino comunale in attesa di essere sistemati.

COSTRUIRE IN RETE

E’ questo un esempio di costruzione di rete con al centro i bisogni della persona attraverso un approccio di presa in carico globale delle persone che presentano difficoltà nel raggiungere una propria autonomia personale e sociale e che devono sentirsi parte di una comunità dove poter agire,scegliere, confrontarsi.

Parlando ancora di risorse e di collaborazione con le Associazioni di Volontariato qui ben rappresentate dal Governatore della Misericordia di Borgo a Mozzano Gabriele Brunini che voglio ricordare anche come Sindaco del Comune di Borgo a Mozzano dal 1995 al 2004 e come Presidente della Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia . Le Misericordie di Borgo a Mozzano e Corsagna gestiscono due strutture per anziani non autosufficienti che ospitano complessivamente 58 posti e sono accreditate con l’ASL per la quota sanitaria. Le due RSA rappresentano una risorsa fondamentale per la domanda della popolazione anziana che a Borgo a Mozzano raggiunge circa il 25%.

SCUOLA DISABILITA' E PREVENZIONE

Con la scuola qui rappresentata dalla Prof.ssa Elisabetta Simi, Responsabile della funzione strumentale dell’Istituto Comprensivo di Borgo a Mozzano abbiamo attivato un percorso di collaborazione consolidato negli anni e finalizzato alla prevenzione e rilevazione di situazioni di disagio, all’assistenza a minori disabili,al contrasto del fenomeno della dispersione e dell’abbandono scolastico, alla costruzione di un’ ambiente scolastico inclusivo che mira al benessere di tutti gli alunni, al potenziamento delle relazioni sociali seguendo una metodologia di lavoro integrata ed interdisciplinare che deve favorire la più ampia condivisione tra scuola, famiglia e servizi. Sono 6 i volontari impiegati nel servizio civile presenti all’interno delle scuole dell’Istituto Comprensivo ai quali si aggiungono 3 assistenti alla persona dipendenti di una Cooperativa Sociale. Gli interventi permettono di seguire individualmente gli alunni disabili nel loro percorso di autonomia attraverso attività concordate con gli insegnanti e gli specialisti della ASL e garantire supporto all’inserimento e alla socializzazione nel gruppo dei pari. Le azioni sinergiche tra istituzioni , famiglie, volontariato, operatori del terzo settore permettono di rafforzare la qualità e la quantità dei servizi erogati mediante forme di collaborazione tra mondo del sociale e mondo della scuola stabilendo modalità di confronto tra tutti gli attori coinvolti nel processo. E’ doveroso mettere in evidenza come queste esperienze progettuali siano significative per i giovani volontari che permetteranno la finalità di “contribuire alla formazione civica, sociale, culturale e professionale dei giovani”.

WELFARE INCLUSIVO E PROGETTI

In questi anni sono stati attivati sul territorio progetti importanti per la costruzione di un Welfare inclusivo primo tra tutti il progetto SPRAR oggi SIPROIMI finanziato dal Ministero dell’Interno per il triennio 2018/2020 con una somma di 360,000,00 annuali , destinato a 25 profughi adulti e rifinanziato per il triennio 2021/2023 con una somma di oltre 402,000,00 annuali . Questo progetto si configura come uno dei primi interventi strutturati della valle finalizzato all’accoglienza integrata dei richiedenti e titolari di protezione internazionale avviato in sinergia con soggetti del terzo settore attraverso la modalità di coprogettazione. in questo ambito sono stati raccolti risultati importanti e nel nuovo triennio il progetto vedrà l’adesione di altri 2 comuni della valle realizzando così la finalità del progetto che è quella di creare una rete di servizi territoriali omogenei. Ci parlerà dell’esperienza nel dibattito della tavola rotonda la Dott.ssa Letizia Dini coordinatore del Progetto per la Cooperativa Odissea

LA SFIDA CHE CI PONIAMO PER IL FUTURO: QUALE MODELLO DI WELFARE IN UN MOMENTO COSì PARTICOLARE DOVUTO ALL’EMERGENZA SANITARIA IN ATTO ORMAI DA QUASI UN ANNO?

La sfida è progettare interventi attraverso la sinergia con tutte le forze sociali che fanno parte del sistema ASCOLTANDO le richieste che provengono dal territorio. L’ascolto si pone come azione primaria nella costruzione di un modello che deve prevedere azioni dirette ai cittadini in un’ottica non solo riparativa ma di prevenzione. Andare in questa direzione cercando di attivare servizi e non semplici interventi di assistenzialismo e progetti personalizzati diretti all’autonomia . A questo proposito abbiamo in programma la presentazione di alcuni progetti finalizzati all’inserimento e reinserimento lavorativo che seguiremo in collaborazione con il Centro per l’Impiego qui rappresentato dalla Dott.ssa Michela Bertoncini , come l’ampliamento del numero di tirocini da attivare per giovani ( abbiamo un progetto partito ora e finanziato parzialmente dalla Fondazione C.R. di Lucca che ringraziamo) , la partecipazione ad un altro bando sempre della fondazione , Lavoro + bene comune, da attivare in coprogettazione con un ente del terzo settore, un nuovo progetto sugli anziani autosufficienti al fine di potenziare le loro capacità e risorse di autonomia; azioni di sistema dirette al contrasto delle nuove povertà da attivare in sinergia con le forze territoriali del volontariato.

La situazione generale di crisi economica e sociale peggiorata a partire dal 2008 ha esposto sempre più individui ad una condizione di vulnerabilità e povertà e anche nel nostro comune sono numerose le famiglie che vivono in una condizione di povertà relativa e che rischiano di scivolare nella povertà assoluta a causa della perdita di lavoro e di conseguenza della casa. Sono molte le persone che a seguito di questa fase acuta e critica dell’emergenza si trovano a confrontarsi con situazioni di precarietà e disoccupazione invischiati in un processo di esclusione sociale , privi di supporti concreti e con legami sociali fragili. Oggi più che mai la rapidità con cui avvengono i processi di trasformazione sociale porta alla moltiplicazione di forme di impoverimento a vari livelli quali lavorativo, relazionale e socio-sanitario.

Nei confronti di questo fenomeno è necessario avere un approccio progettuale globale che contempli interventi di ricostruzione sociale finalizzati ad un impatto positivo in termini di ricaduta sul territorio e sulla comunità. L’intervento emergenziale ( quindi l’assistenza diretta alla distribuzione di beni di prima necessità) da solo non basta e lo dimostra la misura di erogazione dei buoni spesa ripetuti ora per la seconda volta , che non rappresenta una risposta adeguata alle problematiche complesse degli individui e che si è rivelata come un’azione priva di progettualità , un esclusivo intervento assistenziale che non solo non è stato incisivo né risolutivo nel contrasto alla povertà ma ha portato allo stimolo di una domanda spesso poco adeguata ai bisogni . Nella lotta alla povertà il servizio sociale ha ottenuto risorse da utilizzare per il soddisfacimento di bisogni primari vedendo così sminuito il proprio ruolo fondamentale nella costruzione di politiche sociali.

Concludo introducendo la narrazione di una giornata lavorativa del servizio sociale durante lo stato di emergenza che poi è una delle nostre giornate tipo che avviene sempre , che leggerà la Dott.ssa Daniela Romei Assistente Sociale che fa parte del mio Ufficio alla quale rivolgo un grande ringraziamento per il lavoro svolto nell’organizzazione di questa giornata.

Ringrazio tutti i partecipanti al convegno , in modo particolare ringrazio la dott.ssa Emma Viviani nostra preziosa collaboratrice con la quale abbiamo in programma altri eventi ai quali mi auguro che parteciperete di nuovo, speriamo in presenza, e un grazie all’Assessore Roberta Motroni che ha fortemente voluto questa giornata e che crede nella costruzione di un sistema sociale per la comunità.

Grazie a tutti!









IL COMUNE AL CENTRO DEL WELFARE LOCALE

La giornata del 16 dicembre a Borgo a Mozzano, ideata dalla sociologa Dr.ssa Emma Viviani, ha avuto come tema centrale un welfare innovativo capace di captare i bisogni dei cittadini e di dare risposte adeguate in termini di efficienza ed efficacia soprattutto in questo momento così particolare dovuto all’emergenza da Covid -19. Un tipo di welfare capace di “parlare” ai cittadini rendendoli partecipi dei percorsi e dei progetti da realizzare nella e per la comunità.

Negli ultimi anni il welfare tradizionale non si pone più come l’unico attore che risponde alle esigenze dei cittadini e insieme ad esso c’è un altro tipo di welfare definito locale, legato non solo a un luogo ma che comprende tutti gli attori di quel territorio che sono impegnati nel raggiungere il bene comune attraverso la condivisone degli obiettivi comuni.

In ambito sociale l’Ente locale si pone come soggetto protagonista che garantisce la coesione e l’inclusione sociale intervenendo con risorse proprie integrando le risorse statali e regionali per la costruzione di un nuovo welfare in cui cittadini e istituzioni sono impegnati nel processo di partecipazione in attuazione di un modello di governance multilivello in cui cittadini, istituzioni e soggetti del terzo settore sono coinvolti nello stesso processo partecipativo.

Il convegno ha visto la partecipazione di attori istituzionali e del terzo settore che insieme concorrono alla realizzazione di un welfare inclusivo attraverso azioni sinergiche e un lavoro di rete sul territorio. L’operatività di istituzioni , famiglie , volontariato, operatori del terzo settore permettono di rafforzare la qualità e la quantità dei servizi erogati e l’attuazione di una governance multilivello in cui tutti gli attori sociali sono coinvolti nello stesso processo partecipativo.

La complessità della situazione che stiamo vivendo ci pone di fronte a sfide future in cui l’innovazione, la ricerca, lo sviluppo sostenibile devono essere le priorità di investimento per l’inclusione sociale, per la lotta alla povertà e per la riduzione delle disuguaglianze. Oggi siamo chiamati ad affrontare una crisi globale che provocherà cambiamenti strutturali che avranno effetti in ambito economico, politico e sociale. E’ quindi doveroso riflettere sulla prova che ci attende per riprogrammare le scelte che incideranno sui processi di cambiamento.

Gli spunti emersi dal convegno del 16 dicembre, avranno sicuramente uno sviluppo che sarà oggetto di analisi in una formazione futura che vedrà la luce in collaborazione con la Dr.ssa Emma Viviani che ringraziamo per il suo contributo, fondamentale alla riuscita dell’evento.

La Responsabile dei Servizi alla Persona del Comune di Borgo a Mozzano

Dr.ssa Marcella Cappelli – Assistente Sociale e Sociologa


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